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Trascrizione
Il flamenco non è nato dal nulla. È il frutto di secoli d'incontro tra gitani, moriscos, sefarditi, africani e andalusi poveri lungo il basso Guadalquivir. Siviglia, con Jerez e Cadice, è una delle sue tre capitali. A Triana e attorno alla Alameda si forgiarono molti dei suoi palos — stili, ognuno col suo compás: la soleá suona di solitudine e dignità, la seguiriya è puro dolore, la bulería è festa scatenata, il fandango è luce, la sevillana si balla in coppia alla Feria. Siviglia ha dato giganti: Silverio Franconetti, La Niña de los Peines, Manolo Caracol, Antonio Mairena. Anche la chitarra flamenca sivigliana ha una voce propria. Tre modi di viverlo: i tablaos (per il visitatore, spesso ottimi), i teatri e le peñas, piccole associazioni intime e autentiche. Consiglio: fai un salto al Museo del Baile Flamenco di Cristina Hoyos vicino alla Cattedrale, e almeno una notte siediti vicino al palco in un piccolo tablao di Triana o Santa Cruz. Ascolta, anche se non capisci: il flamenco si coglie prima col corpo.
